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Corte di Cassazione e carico di lavoro derivante dalla riforma del processo penale: potenziamento dell’organico della magistratura e del personale amministrativo

Il problema rilevato

L’articolo 2, comma 2, del disegno di legge recante la delega al Governo per l’efficienza del processo penale e per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti d’appello, ha introdotto l’articolo 344-bis codice di procedura penale, il quale prevede dei termini massimi di durata sia del giudizio di appello sia del giudizio di cassazione, il cui superamento comporta l’improcedibilità dell’azione penale.  

Il nuovo meccanismo delineato dalle norme richiamate, aventi peraltro natura immediatamente precettiva, produrrà una prevedibile proliferazione esponenziale dei ricorsi innanzi alla Corte di Cassazione avverso le ordinanze di proroga dei termini nonché avverso le sentenze che definiscono il giudizio di appello che sia stato oggetto di proroga.

Ho così ravvisato che risulta  imprescindibile, onde evitare di creare un effetto «collo di bottiglia» presso la Corte di Cassazione che rischierebbe di divenire il vero «anello debole della catena» in cui si consumerebbe la morte di migliaia di processi per improcedibilità dell’azione penale a causa dello sforamento dei termini massimi di durata, l’immediato potenziamento sia dell’organico della magistratura sia del personale amministrativo a supporto dell’attività giurisdizionale con specifico riferimento alla Corte di Cassazione.

Come sono intervenuta

Dopo aver rilevato il problema, ho provveduto in data 03/08/2021 a presentare un ordine del giorno durante l’esame alla Camera  del disegno di legge recante la delega al Governo per l’efficienza del processo penale e per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti d’appello, per impegnare il Governo ad adottare i provvedimenti opportuni e utili per disporre un  ampliamento della pianta organica dei magistrati da assegnare alla Corte di Cassazione, nonché  il potenziamento delle unità di personale amministrativo in dotazione alla medesima Corte, al fine di fronteggiare il prevedibile aumento del carico di lavoro che si abbatterà sulla Corte di cassazione a seguito delle nuove disposizioni della riforma del processo penale.