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CRITICITA’ RIGUARDANTI LA NORMATIVA RELATIVA ALLO SVOLGIMENTO DELL’ASSEMBLEA CONDOMINIALE DA REMOTO IN TEMPI DI PANDEMIA DA CORONAVIRUS

Giustizia

Il problema rilevato

In materia di svolgimento delle assemblee condominiali da remoto, il comma 1-bis dell’articolo 63 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, aggiungendo un ulteriore comma all’articolo 66 disp. att. del codice civile, ha stabilito che: «Anche ove non espressamente previsto dal regolamento condominiale, previo consenso di tutti i condomini, la partecipazione all’assemblea può avvenire in modalità di videoconferenza. In tal caso, il verbale, redatto dal segretario e sottoscritto dal presidente, è trasmesso all’amministratore e a tutti i condomini con le medesime formalità previste per la convocazione»;

Tale disposizione legislativa, introdotta con il comma 1-bis dell’articolo 63, pur avendo il merito di affrontare la questione della possibilità del ricorso –  necessario durante l’emergenza epidemiologica – ad una assemblea condominiale virtuale, non ha fornito una disciplina che possa regolamentare in modo chiaro i vari aspetti della celebrazione dell’assemblea mediante video-collegamento a distanza.  Ad esempio, non ha indicato una disciplina specifica per garantire la tutela dei dati personali; né ha precisato in quali momenti il condomino per considerarsi effettivamente intervenuto debba risultare collegato a distanza; la norma non ha chiarito, altresì, se sia possibile una celebrazione mista dell’assemblea condominiale che consenta a taluni condomini la partecipazione in presenza e ad altri la partecipazione mediante collegamento da remoto, garantendo la contestualità, un ordinato svolgimento degli interventi e il regolare esercizio del diritto di voto.

Considerata la difficoltà, in tempi di Coronavirus, di organizzare un’assemblea condominiale in presenza, sarebbe stato più opportuno apportare una disciplina normativa snella ma completa che regolamentasse i presupposti e requisiti minimi per assicurarne la regolare costituzione dell’assemblea e garantire la validità delle deliberazioni assunte in seno alla stessa.

Come sono intervenuta

Dopo aver rilevato il problema, ho provveduto in data 29/10/2020a presentare una interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministro della Giustizia sollecitando l’adozione di una disciplina normativa che possa regolamentare in maniera chiara e completa lo svolgimento dell’assemblea condominiale da remoto.  Il ministro della Giustizia ha risposto all’interrogazione rappresentandomi che la disciplina introdotta per le assemblee condominiali subordina la possibilità della videoconferenza alla sua previsione nel regolamento condominiale o, in alternativa, al consenso prestato da tutti i condòmini rendendo così non automatico il ricorso alla modalità a distanza prevista per le società e gli altri enti privati. E che tutte le delibere adottate in videoconferenza o con modalità scritta, restano soggette alle norme generali dettate dal codice civile quanto alla validità e all’efficacia.

Potete leggere l’interrogazione parlamentare comprensiva della risposta cliccando qui: 

https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/07334&ramo=CAMERA&leg=18