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GRAZIE A NOI STOP A PORTE GIREVOLI E NOMINE A PACCHETTO

Comunicati Stampa

“Va detto chiaramente: questa riforma del Csm non rappresenta pienamente il MoVimento 5 Stelle. Quella che meglio esprimeva la nostra visione era quella contenuta nel testo originario proposto dall’ex ministro Alfonso Bonafede, che, a nostro avviso, meglio coniugava l’esigenza di rinnovamento e di contenimento delle degenerazioni del correntismo con i principi che da sempre presiedono l’ordinamento giudiziario”.

Lo dichiara Valentina D’Orso, deputata del MoVimento 5 Stelle, componente della commissione Giustizia, durante il suo intervento in Aula in occasione della discussione sulla riforma dell’ordinamento giudiziario.

“Sappiamo bene – aggiunge – che l’impianto della riforma Bonafede nasceva in un contesto politico molto differente e che oggi la maggioranza che esprime il Governo è composta anche da forze politiche molto lontane da noi per tradizione e cultura giuridica, portatrici di istanze a volte addirittura opposte rispetto alle nostre in tema di giustizia. Abbiamo, quindi, dovuto affrontare, con senso di responsabilità e spirito costruttivo, un faticosissimo percorso di mediazione, lungo cui il MoVimento 5 Stelle ha difeso, per quanto possibile, il disegno di legge originario, ed ha avuto il ruolo di aver fatto da argine a derive verso cui si rischiava di scivolare e che avrebbero minato l’indipendenza e l’autonomia della magistratura. Siamo soddisfatti dal definitivo stop alle cosiddette ‘porte girevoli’ tra magistratura e politica – prosegue D’Orso -, sancendo, una volta per tutte, la separazione tra magistratura e politica. Un magistrato che indossa una maglia e scende in campo con una squadra perde agli occhi dei cittadini quella terzietà e quella indipendenza che invece deve contraddistinguere il giudice. Del testo Bonafede è stata, inoltre, mantenuta una norma molto importante: quella che vieta le ‘nomine a pacchetto’, una prassi consolidatasi presso il Consiglio Superiore della Magistratura che ha consentito alle correnti di stringere accordi per spartirsi i vertici degli uffici giudiziari più influenti. D’ora in poi invece il CSM dovrà procedere a definire le procedure di nomina per le posizioni direttive e semi-direttive nell’ordine temporale in cui si rendono vacanti i posti”