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Intervento durante la discussione sulle comunicazioni della Ministra della Giustizia sull’amministrazione della giustizia

In Parlamento; Giustizia

VALENTINA D’ORSO (M5S). Presidente, signora Ministra, colleghe, colleghi, il 2021 è stato un anno complicato e faticoso anche per il mondo della giustizia, di certo un anno ancora condizionato dall’emergenza sanitaria tuttora in atto, ma condivido con lei, signora Ministra, la convinzione che dalle difficoltà bisogna sempre trarre un’opportunità, un’occasione di rinnovamento. Così come condivido con lei l’impostazione di fondo che è emersa in diversi passaggi della sua relazione, l’impostazione per cui, per avere un sistema giustizia più efficiente, in grado di dare sempre una risposta di giustizia ai cittadini e di offrirla in tempi ragionevoli, gli investimenti sono in realtà più importanti e prioritari delle riforme sui codici. Investimenti in risorse umane, in risorse strumentali, nella digitalizzazione, in nuove forme e modelli di organizzazione degli uffici giudiziari.

Non esistono riforme della giustizia a costo zero. È questa l’impostazione che ha ispirato, del resto, anche l’azione di Governo dell’ex Ministro Bonafede, e come MoVimento 5 Stelle abbiamo perciò apprezzato, signora Ministra, che lei abbia ricordato in un suo passaggio il piano assunzionale straordinario voluto e messo in campo dal precedente Governo.

Ecco, la ringraziamo per averlo ricordato, anche perché ho sentito qualche collega che forse ha la memoria un po’ troppo corta. Questo piano riguardava il personale amministrativo, riguardava l’organico della magistratura ordinaria, il Corpo di Polizia penitenziaria. Sono stati previsti numerosi concorsi per colmare le piante organiche ed ampliarle. Penso, ad esempio, alla previsione della pianta organica flessibile, quel contingente di magistrati da applicare presso gli uffici giudiziari più in sofferenza, fortemente voluto dall’ex Guardasigilli, che con lei sta trovando concreta attuazione proprio in questi ultimi giorni.

Sicuramente c’è una continuità ideale tra la sua azione e quella del precedente Governo, ma non possiamo tacere che ci ha un po’ stupito e preoccupato la modesta entità delle risorse assegnate al comparto giustizia nella legge di bilancio da ultimo licenziata, specie se parametrata alle risorse assegnate nelle ultime tre leggi di bilancio. Non vediamo una continuità, purtroppo, nel trend degli investimenti. Come MoVimento 5 Stelle, francamente, speravamo in uno sforzo maggiore in termini di investimenti sulla giustizia; per tale ragione avevamo anche richiesto con un emendamento l’ampliamento della pianta organica dei magistrati, con particolare riguardo alla Corte di cassazione e alla magistratura di sorveglianza, perché riteniamo che siano questi gli uffici che rischiano di essere messi più sotto pressione in vista dell’introduzione delle riforme dei processi civili e penali.

Signora Ministra, abbiamo apprezzato la sua scelta di mantenere quasi integralmente l’impianto del Piano nazionale di ripresa e resilienza impostato dal precedente Governo, che ha il suo cuore pulsante nel rafforzamento capillare e nella valorizzazione dell’ufficio per il processo. A tal proposito, le ribadiamo però anche in questa sede le perplessità riguardo ad uno dei compiti assegnati agli addetti all’ufficio per il processo: la redazione delle bozze dei provvedimenti. Ebbene, ci preoccupa che siano gli addetti all’ufficio a predisporre la bozza delle sentenze perché riteniamo che sia questa l’attività più delicata e qualificante del magistrato. Cogliamo, inoltre, l’occasione per trasferirle quanto ci è stato segnalato in questi ultimi giorni da diversi consigli dell’ordine degli avvocati, ovvero la mancata previsione per i componenti dell’ufficio per il processo di una incompatibilità con l’esercizio della professione forense nel medesimo circondario in cui presteranno servizio.

Auspichiamo, quindi, un suo tempestivo intervento sul punto che possa chiarire che l’avvocato addetto all’ufficio per il processo non può esercitare la professione nel medesimo circondario in cui è stato assunto. In tema di nuovi modelli organizzativi apprezziamo anche il suo richiamo alla cultura del dato. Tale approccio è da sempre nelle corde del MoVimento 5 Stelle, da sempre il MoVimento 5 Stelle ha evidenziato come qualsiasi intervento legislativo debba poggiare sui dati, come il decisore politico debba essere sempre supportato da approfondite analisi costi-benefici nelle sue scelte, come l’applicazione delle nuove normative debba essere costantemente monitorata. Proprio a tal proposito, signora Ministra, auspichiamo che quanto prima vengano pubblicati i dati relativi all’applicazione della normativa “Codice rosso”, frutto del monitoraggio annuale.

I dati di cui disponiamo riguardano, infatti, solo il primo anno di applicazione, mentre non risultano ancora pubblicati i dati relativi a quest’ultimo anno.

Sempre in tema di contrasto alla violenza di genere, cogliamo l’occasione per chiederle se il Ministero della Giustizia si sia attivato per chiedere al Ministero dell’Interno, in occasione dell’imminente bando per la fornitura, un contingente di braccialetti elettronici da destinare esclusivamente ai soggetti maltrattanti, agli stalker e ai destinatari di misure cautelari per reati connessi alla violenza di genere. È un tema che ci preme molto, lei lo sa bene.

È stato un anno che ci ha visti impegnati in due riforme strutturali molto importanti: la riforma del processo penale, prima, e la riforma del processo civile, poi. Lo sanno tutti, non è un mistero, entrambe le riforme, che pure hanno mantenuto come testo di partenza i disegni di legge delega presentati dall’ex Ministro Bonafede, non sono però riforme che nella loro versione finale rispecchiano integralmente la proposta politica del MoVimento 5 Stelle. Il MoVimento 5 Stelle avrebbe voluto altro per il Paese, soprattutto con riguardo alla riforma del processo penale, tuttavia rivendico con orgoglio il contributo che il MoVimento 5 Stelle, con lealtà, determinazione e con grande senso di responsabilità, ha saputo offrire per migliorare le riforme durante i passaggi parlamentari e lasciare la sua inequivocabile impronta.

È grazie al MoVimento 5 Stelle, lo ricordo, che il meccanismo dell’improcedibilità non troverà sostanzialmente mai applicazione per i reati di mafia, terrorismo e violenza di genere; è anche, ma non solo, grazie al MoVimento 5 Stelle che è stato introdotto un regime transitorio: fino al 2024 i termini di fase saranno più lunghi. È anche grazie alle preoccupazioni espresse dal MoVimento 5 Stelle che sarà predisposto un costante monitoraggio sui tempi di definizione dei processi. Fondamentale sarà monitorare l’effettivo impatto di queste norme sul sistema, le ricadute applicative e le eventuali distorsioni. Fondamentale sarà intervenire con un’immediata iniezione di risorse umane in aiuto di quelle corti d’appello che arrancano e rischiano pronunce di improcedibilità per decorso dei termini di fase. La riforma funzionerà davvero se l’improcedibilità per superamento dei termini resterà solo un’ipotesi di scuola, sulla carta e non troverà mai applicazione. Per il MoVimento 5 Stelle neppure un processo dovrà mai estinguersi per improcedibilità. È indubbio, però, che l’avere portato ad approvazione – e nei tempi raccomandati dall’Unione europea – le due riforme strutturali, in un contesto storico politico così complesso com’è quello che stiamo vivendo, è stato frutto di un impegno intenso che, signora Ministra, noi le riconosciamo.

Fin qui, abbiamo parlato un po’ di quanto fatto nell’ultimo anno. Ora, desidero guardare al futuro e alle sfide che ci attendono e a cui non possiamo né dobbiamo sottrarci. Adesso, tocca alla terza riforma strutturale, forse quella più attesa dai cittadini, quella che dovrebbe restituire alla magistratura credibilità e serenità, oltre che efficienza. Mi riferisco alla riforma dell’ordinamento giudiziario e del Consiglio superiore della magistratura. Il Parlamento ha fatto la sua parte, già da parecchio tempo sono stati depositati gli emendamenti e si sono svolte anche talune sedute di discussione sul complesso degli emendamenti; il dibattito parlamentare è ormai maturo per entrare nel pieno della fase emendativa e portare a meta il provvedimento. La riforma è urgente e non solo e non tanto perché quest’anno il CSM dovrà essere rinnovato e sarebbe auspicabile che fosse rinnovato applicando nuove regole, ma, soprattutto, perché ce lo chiedono i cittadini. I cittadini chiedono un cambiamento, una discontinuità, lo scardinamento di un sistema non più accettabile, perché hanno letto tanto sui giornali.

Auspicheremmo, poi, un intervento sulla geografia giudiziaria. Per il MoVimento 5 Stelle è fondamentale garantire la giustizia di prossimità, specie in quei territori fortemente penetrati dalla criminalità organizzata e, al contempo, carenti sotto il profilo delle infrastrutture e dei collegamenti. Ogni tribunale rappresenta la presenza dello Stato sul territorio e la presenza dello Stato riteniamo debba essere, per quanto possibile, capillare.

L’altra sfida che ci aspetta è senza dubbio quella di migliorare le condizioni di vita all’interno delle carceri, sia per i detenuti che per tutti coloro che lavorano ed operano all’interno degli istituti penitenziari. Anche per il MoVimento 5 Stelle, gli interventi prioritari per raggiungere questo improcrastinabile obiettivo sono gli investimenti sull’edilizia penitenziaria, l’assunzione di personale – sia personale di Polizia penitenziaria, con un’attenzione particolare per il GOM, sia personale preposto alle attività trattamentali e rieducative -, la formazione di tutti coloro che operano in carcere, l’adozione delle tecnologie, soprattutto per finalità di sicurezza e, allora, mi riferisco alla video sorveglianza, a body scanner, sistemi anti scavalcamento, sistemi anti droni, impianti per la rilevazione di microcellulari che sempre più frequentemente vengono introdotti nelle nostre carceri.

Imprescindibile in tema di sicurezza, per il MoVimento, è anche l’adozione della circolare sulla vigilanza dinamica e il regime delle celle aperte che prevede che solo i detenuti che aderiscano al percorso rieducativo e mostrino buona condotta possano accedere con gradualità a tali regimi. Auspichiamo che questa circolare veda presto la luce.

Come lei stessa, signora Ministra, ha ricordato, l’ex Guardasigilli aveva istituito una commissione ministeriale sull’architettura penitenziaria che ha saputo offrire suggerimenti preziosi, ma che potranno trovare concreta attuazione solo con ingenti investimenti, appunto, in materia di edilizia penitenziaria. Abbiamo apprezzato, signora Ministra, il passaggio della sua relazione sull’attenzione ai detenuti con problemi psichiatrici, che è forse il problema più rilevante nelle nostre carceri, e il passaggio sulle REMS. Anche per il MoVimento 5 Stelle è fondamentale la creazione di nuovi posti presso le REMS, al fine di offrire ai detenuti con problemi psichiatrici spazi, attività e terapie realmente rispondenti alle loro specifiche esigenze.

Una riflessione ad hoc merita la valorizzazione del lavoro in istituto e del lavoro di pubblica utilità all’esterno, come attività qualificante del percorso rieducativo e di risocializzazione che potrebbe, peraltro, essere sempre previsto come affiancamento alle misure alternative alla detenzione. Fondamentali per realizzare tutto questo sono le assunzioni di personale nell’ufficio per l’esecuzione penale esterna e il dare continuità ai protocolli per i lavori di pubblica utilità a cui ha dato il via il precedente Governo. Infine, sul tema, il MoVimento 5 Stelle rileva la necessità di mettere a norma molte sezioni destinate ai detenuti in regime di 41-bis, adeguandole in modo da evitare comunicazioni con l’esterno. Ad oggi, moltissimi istituti penitenziari, infatti, non rispettano le prescrizioni regolamentari sul punto.

In conclusione, desidero richiamare l’attenzione sul tema che in assoluto per il MoVimento 5 Stelle è più urgente e prioritario e più ci sta a cuore, il contrasto alla corruzione e alle mafie. Quanto alla corruzione, conveniamo con lei, signora Ministra, che è urgente e non più rinviabile il recepimento della direttiva sul whistelblowing, in modo così da potenziare quella normativa che è stata introdotta nella scorsa legislatura proprio con una legge a prima firma della collega del MoVimento 5 Stelle, Businarolo. Per quanto riguarda il contrasto alle mafie, ebbene, oggi, c’è una mafia silenziosa, sotterranea, affarista, che vuole mettere le mani sulle risorse del PNRR e, poi, c’è la mafia foggiana, quella dal grilletto facile, che sta rumorosamente sfidando lo Stato e i cittadini perbene a colpi di bombe. Occorrono interventi straordinari ed urgenti nella Capitanata, per quella che rappresenta una vera e propria emergenza criminale nazionale, come affermato dal procuratore nazionale antimafia De Raho. Il territorio foggiano si estende per più di 7 mila chilometri quadrati, conta una popolazione di oltre 600 mila abitanti, ma ha un solo tribunale, quello di Foggia, che conta circa 13 mila procedimenti pendenti che non riescono ad andare avanti per carenza di aule giudiziarie. Si tratta di una situazione insostenibile e non più accettabile. Entrambe le mafie, quella affarista e quella militare, sono pericolose e lo Stato non può permettersi di dare alcun segnale di debolezza. È per questo che per il MoVimento 5 Stelle, più di ogni altra cosa, è urgente e prioritario l’intervento legislativo volto a garantire la tenuta costituzionale dell’impianto dell’ergastolo ostativo e, allo stesso tempo, volto a garantirne pienamente la funzione di baluardo imprescindibile nella lotta alle mafie e ad ogni forma di criminalità organizzata che questo istituto ha sinora svolto, grazie all’intuizione di Giovanni Falcone.

Signora Ministra, lei ha citato Falcone in un passaggio della sua relazione e ci ha ricordato come quest’anno ricorreranno i trent’anni dalla barbara uccisione del giudice Falcone e del giudice Paolo Borsellino. Ecco, affinché la loro memoria, il loro sacrificio e le loro idee, per le quali sono stati barbaramente uccisi, vengano realmente onorati e rivitalizzati, noi tutti abbiamo un solo dovere, anzi, un imperativo categorico: intervenire entro la scadenza fissata dalla Corte costituzionale per il prossimo mese di maggio. Da siciliana, da palermitana, glielo dico col cuore veramente in mano, lo dico a tutti col cuore in mano, io proverei profonda vergogna a sedere in un Parlamento che abdicasse alle sue responsabilità e fallisse in questo compito, per di più proprio in coincidenza dell’anniversario. Sarebbe una beffa insopportabile, non solo per noi, ma per tutti i cittadini perbene che credono nella lotta alle mafie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).