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Misure per ridurre il disagio abitativo

IL PROBLEMA RILEVATO

L’emergenza «Coronavirus», tuttora in corso, ha aggravato la situazione di disagio abitativo che molti nuclei familiari, a basso reddito sono costretti a vivere: durante la pandemia da Covid-19, una famiglia su quattro ha avuto difficoltà a pagare il canone di locazione e oltre il 40 per cento delle famiglie si prevede che non riuscirà a farlo nei prossimi 12 mesi. La sola spesa per i canoni di locazione incide per oltre il 64,5 per cento sulla spesa complessiva necessaria per l’abitazione delle famiglie. 

Ho valutato così che, da una parte,  occorre evitare un aggravamento delle situazioni di disagio sociale conseguenti all’esecuzione dei provvedimenti di sfratto relativi agli immobili ad uso non abitativo disposti con molti provvedimenti legislativi in questi mesi di emergenza, e dall’altro ho ritenuto che le difficoltà delle famiglie e degli imprenditori non possono ricadere sui proprietari degli immobili concessi in locazione per i quali, molto spesso, i canoni di locazione rappresentano l’unica fonte di reddito o un introito comunque necessario per il mantenimento di un tenore di vita dignitoso.

Alla luce di ciò credo sia necessario trovare un punto di equilibrio tra i contrapposti interessi, per questo è opportuno distinguere tra le situazioni di morosità sorte anteriormente e quelle successive all’inizio della emergenza sanitaria. E, infine, occorre individuare apposite e congrue misure compensative in favore dei locatori, specie di quelli che, per effetto della sospensione in discorso, non hanno potuto riscuotere i canoni né riacquistare la disponibilità degli immobili.

COME SONO INTERVENUTA

Dopo aver rilevato il problema, ho provveduto in data 23/02/2021 a presentare un ordine del giorno durante l’esame alla Camera del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, per impegnare il Governo ad adottare i provvedimenti opportuni e utili a ridurre il disagio abitativo: 

a)  distinguendo tra le situazioni di morosità pregressa e successiva rispetto all’insorgenza della crisi pandemica;

b) prevedendo forme di ristoro economico o di agevolazione fiscale in favore dei proprietari degli immobili interessati dalla sospensione del rilascio per morosità;

c) e  valutando la previsione di un piano pluriennale di edilizia residenziale pubblica e potenziando le risorse relative al fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e quello per la morosità incolpevole.

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